C’è un momento, durante un grande evento, in cui il tempo sembra fermarsi. Gli sguardi convergono in un unico punto, le conversazioni si interrompono e lo stupore prende il sopravvento. Molto spesso quel momento coincide con l’ingresso della torta: non un semplice dessert, ma una vera opera d’arte capace di diventare il cuore della scena.
È questa la filosofia di Creations Riviera, realtà fondata da Valentino Riviera e Pasquale Rubino, che ha trasformato il cake design in una forma di alta espressione artistica. Le loro creazioni monumentali sfidano i confini tra pasticceria, scultura, design e architettura, dando vita a opere spettacolari che sorprendono per dimensioni, dettagli e impatto scenico. Attorno a queste autentiche opere d’arte prende poi forma l’intero progetto dell’evento: scenografie, installazioni e allestimenti studiati per creare un racconto visivo coerente e immersivo.
Un approccio che affonda le proprie radici nel mondo dello spettacolo internazionale. Valentino, infatti, ha firmato scenografie per produzioni di Broadway, esperienza che oggi ispira ogni progetto del brand, portando il linguaggio della grande scena all’interno di matrimoni, eventi privati e celebrazioni esclusive.
Dietro ogni realizzazione convivono ricerca estetica, competenza tecnica e una meticolosa progettazione artigianale. Nulla viene lasciato al caso: dalle spettacolari torte scenografiche alle installazioni che le circondano, ogni elemento è pensato per emozionare, raccontare una storia e trasformare un evento in un’esperienza memorabile.
Luxury People ha incontrato Valentino Riviera e Pasquale Rubino per ripercorrere la nascita di Creations Riviera, gli anni trascorsi tra i palcoscenici internazionali e la filosofia che oggi li porta a trasformare ogni torta in un’opera d’arte e ogni evento in uno spettacolo indimenticabile.
Partiamo dall’inizio. Come nasce Creations Riviera e quando avete capito che una torta scenografica poteva trasformarsi in un elemento di design?
Valentino: “Creations Riviera nasce da un’urgenza profonda: quella di portare la grande scenografia teatrale e l’emozione visiva all’interno dei momenti più intimi e importanti della vita delle persone. Sono cresciuto in un ambiente vibrante di musica e colori; le mie origini gitane mi hanno regalato fin dall’infanzia una naturale propensione a guardare la materia non per quello che è, ma per quello che potrebbe diventare. Ho sempre trasformato materiali semplici in storie visive.
La scintilla per il brand è scoccata quando mi sono reso conto che la torta, nel mondo degli eventi, veniva spesso considerata solo come l’ultimo atto, un cliché. Ho capito che poteva essere il fulcro drammaturgico e visivo di una festa. Non una semplice struttura, ma un vero elemento di design monumentale capace di dialogare con lo spazio, con le luci e con le anime degli ospiti. Da lì, il sogno ha preso forma, e si è consolidato definitivamente quando una profonda amicizia si è trasformata in una solida alleanza professionale. Pasquale, che faceva parte della mia stessa compagnia, è rimasto affascinato da questa visione. Ha fatto una scelta coraggiosa: ha cambiato radicalmente vita, lasciando la sua strada precedente per investire tutto in questo sogno comune. Dopo mesi di pianificazione e riunioni strategiche, Creations Riviera è diventata una realtà a due teste e due cuori”.

Le vostre creazioni sembrano vere opere d’arte. Quanto tempo richiede, mediamente, la realizzazione di un progetto così complesso?
Pasquale: “Definire un tempo standard è quasi impossibile, perché non standardizziamo mai nulla. Se parliamo di ore effettive di laboratorio, un progetto complesso può richiedere dalle due settimane fino a diversi mesi di lavoro continuo. Ma il tempo “umano” è molto più ampio. C’è il tempo dell’ascolto, della progettazione 3D che curo personalmente, e poi c’è il tempo della manifattura, dove ogni dettaglio viene scolpito o rifinito a mano.
La sinergia tra me e Valentino è fondamentale in questo: la sua fantasia scenografica corre veloce, e il mio compito è dare precisione geometrica e concretezza a quelle idee. Dietro la leggerezza visiva di una torta che sembra fluttuare nell’aria ci sono notti insonni passate a calcolare pesi, bilanciamenti strutturali e incastri perfetti. È un processo lento, che rispetta i tempi dell’artigianato d’arte“.

Molti pensano che siano semplici decorazioni, ma dietro ogni scenografia immagino ci sia un enorme lavoro progettuale. Da dove parte tutto? Da un disegno, da un render o dall’idea del cliente?
Valentino: “Tutto parte invariabilmente da un’emozione o da un desiderio sussurrato dal cliente. Non chiediamo mai “come vuoi la torta?”, ma piuttosto “cosa vuoi provare quando entrerai nella stanza?”. Il primissimo passo è un mio schizzo concettuale, un flusso visivo che cattura l’atmosfera onirica del progetto.
Pasquale: Subito dopo entra in gioco la mia parte. Avendo un background radicato nella progettazione 3D e nel design, prendo lo schizzo di Valentino e lo traduco in un modello tridimensionale millimetrico. Il render è lo strumento che ci permette di far respirare il progetto in anticipo, mostrando al cliente come le volumetrie interagiranno con lo spazio dell’evento. È l’unione perfetta tra l’estro di Valentino e la mia cura per i dettagli manifatturieri e la logistica“.

Quali materiali utilizza per ottenere un risultato così realistico senza rinunciare alla leggerezza e alla praticità?
Valentino: “La scelta dei materiali è uno dei nostri più grandi orgogli e riflette la nostra filosofia di vita. Guidati da un focus rigoroso sul green e sul riciclo creativo, cerchiamo sempre di unire l’alta resa estetica a una spiccata sensibilità ecologica. Utilizziamo polimeri leggeri riciclati, resine ecologiche all’acqua, tessuti modellabili, carte texturizzate e materiali da recupero che, grazie a tecniche di patinatura teatrale, ingannano l’occhio umano diventando marmo, cristallo, corteccia o metallo battuto.
Il segreto sta nell’artigianato: trattiamo la materia leggera con il rigore tecnico che si userebbe per i materiali nobili della scultura classica. Il risultato è un’opera d’arte monumentale all’apparenza, ma incredibilmente logistica, sicura e sostenibile nella realtà“.

Quanto conta oggi la personalizzazione nel settore degli eventi di lusso? Le capita di ricevere richieste davvero fuori dagli schemi?
Valentino: “Nel settore del lusso oggi la personalizzazione non è un valore aggiunto, è il pre-requisito. Il vero lusso non è comprare qualcosa di costoso, è possedere qualcosa che esiste solo per te e che racconta chi sei. Riceviamo continuamente richieste fuori dagli schemi: da torte che devono riprodurre fedelmente l’architettura di palazzi storici veneziani, a scenografie sospese che sfidano la gravità, fino a installazioni che devono integrare elementi botanici vivi o giochi di luce interattivi.
Amiamo le sfide folli, perché sono quelle che ci costringono a spostare il limite del possibile un po’ più in là. Nessuna richiesta è mai “troppo” per noi; è solo una storia più complessa da narrare“.
Qual è stata la realizzazione più complessa o quella di cui va maggiormente fiero?
Pasquale: “Ogni opera porta con sé una cicatrice di fatica e una medaglia di orgoglio, ma quelle che ci rendono più fieri sono le installazioni in cui l’ingegneria e l’arte si fondono a tal punto da sembrare magia. Ricordo un progetto in cui la struttura scenografica doveva integrarsi perfettamente con un sistema di proiezioni 3D mapping su una superficie completamente sferica e texturizzata a mano.
Coordinare i fornitori, la logistica del trasporto e far sì che ogni millimetro della modellazione 3D che avevo sviluppato coincidesse al centesimo con la realtà strutturale sul posto è stato un tour de force. Vedere gli occhi del cliente illuminarsi al momento del reveal ci ha ripagati di ogni sforzo. Lì abbiamo capito che la nostra sinergia era ormai infallibile“.
Valentino, il suo percorso professionale l’ha portata a collaborare anche con produzioni di Broadway. Come sono iniziati i suoi esordi e quali esperienze hanno segnato maggiormente la sua formazione?
Valentino: “I miei esordi affondano le radici nel fango e nella bellezza della gavetta teatrale, nel bisogno di dare forma ai sogni con quello che avevo a disposizione. Questa precoce attitudine all’arte scenografica mi ha spinto negli anni a misurarmi con contesti internazionali di altissimo livello.
L’esperienza che ha cambiato tutto è stata senza dubbio l’approdo a Broadway, dove ho avuto l’onore di firmare le complesse scenografie del musical spring awakening in America e Hairspray e Tony e Tina in Italia di cui ero produttore . Quel mondo ti insegna due cose fondamentali: il rigore tecnico millimetrico – perché dietro le quinte di un grande show tutto deve funzionare come un orologio svizzero – e il senso dello spettacolo, la capacità di colpire il cuore dello spettatore in un secondo frazione di secondo. Oggi, quel bagaglio di spettacolarità e precisione lo riverso interamente in Creations Riviera“.
Il suo lavoro unisce scenografia, artigianato, design e storytelling. Si sente più artista, designer o imprenditore?
Valentino: “Se dovessi scegliere un termine, mi definirei un “traduttore di sogni”. Ma la verità è che dentro Creations Riviera queste anime convivono e si completano grazie alla nostra struttura societaria. Io mi sento profondamente artista e storyteller; ho bisogno di volare alto, di immaginare mondi onirici.
Tuttavia, l’arte senza rigore rimane un’idea astratta. È qui che l’anima da designer e la concretezza di Pasquale diventano fondamentali per l’anima imprenditoriale del brand. Io accendo la scintilla, Pasquale costruisce il motore che permette a quella scintilla di viaggiare. Siamo artigiani nell’anima, designer nel metodo e imprenditori per necessità di dare un futuro solido alla nostra visione“.
Qual è il dettaglio che il pubblico nota meno ma che, secondo voi, fa davvero la differenza nella riuscita di una sua creazione?
Pasquale: “Il pubblico vede l’impatto visivo, la maestosità, la finitura superficiale. Quello che nota meno è l’equilibrio delle proporzioni rispetto allo spazio circostante e lo studio della luce. Una torta scenografica non vive da sola: vive dell’ombra che proietta, del modo in cui riflette l’illuminazione della sala, della facilità con cui si inserisce nel flusso del servizio.
Il dettaglio che fa la differenza è l’armonia invisibile. Quando un’opera sembra essere sempre stata in quella stanza, perfettamente integrata nell’atmosfera, significa che abbiamo fatto un lavoro eccellente. La perfezione si raggiunge non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più nulla da togliere“.
Se doveste descrivere Creations Riviera con tre parole, quali scegliereste e perché?
Valentino e Pasquale: “Scegliamo tre parole che racchiudono il nostro passato, il nostro presente e il nostro domani:
Sinergia: Perché Creations Riviera non è il lavoro di un singolo, ma l’incontro perfetto tra l’estro visionario e la precisione geometrica, tra l’amicizia profonda che ci lega e la dedizione professionale che condividiamo.
Onirica: Perché il nostro obiettivo costante è strappare le persone alla realtà, anche solo per una sera, traducendo i loro desideri in scenografie memorabili che sembrano appartenere al mondo dei sogni.
Evoluzione: Perché non ci fermiamo mai. Con lo sguardo sempre rivolto al futuro, coltiviamo il sogno di espandere il brand all’estero, continuando a sfidare noi stessi, a sperimentare con il green e a trasformare ogni giorno speciale in un’esperienza d’arte indimenticabile“.
