Debora Scalzo

Debora Scalzo, il potere dell’arte di risvegliare le coscienze e diffondere bellezza

8 Giugno 2026

Ci sono storie che sono destinate ad entrare nel cuore delle persone perché parlano di vita vissuta a pieno.

Sono in grado di raccontare verità che meritano voce ed espressione perché focalizzano l’attenzione su temi delicati che riguardano la nostra epoca come le disuguaglianze di genere e le ingiustizie sociali

In ogni storia protagoniste sono persone che con le loro scelte, azioni e il loro bagaglio emozionale sono capaci di ispirare e generare una sorta di cambiamento. Risvegliano le coscienze infondendo speranza e voglia di vivere a pieno la propria esistenza, anche e soprattutto di fronte alle difficoltà.

Raccontare queste storie è diventata una sorta di “missione di vita” per Debora Scalzo, sceneggiatrice, regista, scrittrice e founder di Desca Luxury, brand Made in Italy di moda e accessori. Di origine siciliana e milanese d’adozione, Debora è una donna poliedrica che con passione, coraggio e determinazione non smette mai di credere nel potere dell’arte in tutte le sue sfaccettature di educare alla legalità, al rispetto dell’altro e di contrastare le disparità sociali e di genere. 

In questa intervista la Scalzo ci racconta il suo percorso professionale e artistico che la porta spesso in giro per il mondo in cerca di ispirazione per le storie memorabili che trasudano bellezza e verità.

Debora, come nasce la tua passione per il mondo del cinema che ti ha reso una regista e sceneggiatrice nota a livello internazionale?

“La mia passione nasce molto prima del cinema. Nasce dall’amore per le storie, dall’osservazione delle persone, dall’ascolto delle loro fragilità e dei loro sogni. Da bambina trascorrevo ore a immaginare mondi, personaggi, dialoghi. Scrivere era il mio modo di dare voce alle emozioni che spesso non riuscivo a esprimere a parole.

Il cinema è arrivato come una naturale evoluzione di quel bisogno. Mi ha permesso di trasformare le parole in immagini, i sentimenti in volti, il dolore e la speranza in qualcosa di condivisibile. Ho lasciato una professione sicura per inseguire un sogno che sembrava impossibile. Non è stato semplice, ma ho sempre creduto che la vita abbia senso quando si trova il coraggio di essere fedeli a sé stessi. Oggi, ogni film che realizzo è ancora quel sogno che continua a camminare insieme a me”.

Nei tuoi lavori cinematografici e letterari protagoniste sono spesso le Forze dell’Ordine. Come mai questa scelta?

“Perché dietro una divisa non vedo soltanto un ruolo, ma una persona. Vedo donne e uomini che ogni giorno affrontano responsabilità enormi, spesso nel silenzio e lontano dai riflettori. Mi interessa raccontare la loro umanità, i sacrifici, le paure, i conflitti interiori, ma anche il senso profondo del dovere.

Viviamo in un’epoca in cui è facile giudicare. Io preferisco comprendere. Le mie opere non sono mai celebrazioni superficiali, ma racconti che cercano la verità dell’essere umano. Credo che dietro ogni uniforme ci sia una storia che merita di essere ascoltata”.

Il tuo docufilm “Paolo Vive”, dedicato a Paolo Borsellino, ha ricevuto tanti riconoscimenti a livello mondiale. Ti saresti mai aspettata tutto questo successo?

“No. E forse proprio per questo ogni riconoscimento ha avuto un valore ancora più grande.

Quando ho iniziato a lavorare a “Paolo Vive” non pensavo ai premi. Pensavo alla responsabilità di raccontare un uomo che ha donato la propria vita per la giustizia. Sentivo il dovere morale di trasmettere il suo esempio alle nuove generazioni.

I premi arrivati dall’Italia e dall’estero mi hanno emozionata profondamente, ma la soddisfazione più grande resta vedere giovani ragazzi avvicinarsi alla figura di Paolo Borsellino e comprendere che il coraggio non appartiene agli eroi irraggiungibili, ma alle persone che scelgono di fare la cosa giusta anche quando è difficile”.

Quale messaggio vorresti trasmettere alle nuove generazioni attraverso il docufilm “Paolo Vive”?

“Vorrei dire loro che l’indifferenza è il nemico più pericoloso.

Paolo Borsellino ci ha insegnato che ognuno di noi può fare la propria parte. Non servono gesti straordinari. Serve scegliere ogni giorno da che parte stare. Dalla parte della legalità, del rispetto, della verità.

Vorrei che i giovani comprendessero che la libertà e la giustizia non sono conquiste definitive, ma valori che devono essere difesi continuamente. E vorrei che imparassero a non avere paura dei propri sogni, perché il cambiamento nasce sempre dal coraggio di qualcuno”.

L’arte, nel tuo caso cinematografica e letteraria, può educare alla legalità?

“Assolutamente sì.

L’arte ha una forza straordinaria: riesce ad arrivare dove spesso non arrivano le lezioni o i discorsi istituzionali. Una storia può entrare nel cuore delle persone e restarci per sempre.

Non credo nell’arte che impartisce lezioni dall’alto. Credo nell’arte che fa riflettere, che pone domande, che accende coscienze. Se un libro o un film riescono a far nascere anche un solo pensiero nuovo in chi guarda o legge, allora hanno già compiuto una piccola rivoluzione”.

Nelle tue opere emergono spesso le tue origini siciliane. Che rapporto hai con la meravigliosa e multisfaccettata Sicilia?

“La Sicilia è la mia anima.

È la terra che mi ha insegnato la bellezza e la contraddizione, la forza e la malinconia. È una terra che sa essere dura e generosa nello stesso momento. Ovunque io vada nel mondo porto la Sicilia dentro di me.

I suoi colori, i suoi profumi, il suo mare, ma soprattutto la sua gente, fanno parte della mia identità artistica e umana. La Sicilia non è soltanto il luogo da cui provengo. È il luogo a cui appartengo”.

Nel 2019 hai fondato Desca Luxury, il tuo brand Made in Italy di moda e accessori. Come nasce questo progetto?

“Nasce dall’amore per il Made in Italy e dalla volontà di raccontare la bellezza attraverso forme diverse.

Per me la moda non è apparenza, ma espressione. È un linguaggio capace di raccontare identità, cultura e personalità. Con Desca Luxury ho voluto creare qualcosa che rappresentasse l’eleganza autentica italiana, unendo artigianalità, qualità e attenzione ai dettagli.

È stato un progetto nato dal cuore, come tutte le cose più importanti della mia vita. Inoltre presto uscirà la mia prima linea beauty, che verrà lanciata nelle farmacie europee del circuito Redcare”.

Qual è il tuo concetto di lusso e come si concilia con il culto del bello in senso artistico?

“Per me il vero lusso è il tempo.

Tempo da dedicare alle persone che amiamo. Tempo per creare. Tempo per emozionarsi. Tempo per vivere.

Il lusso non coincide necessariamente con il possesso di qualcosa di costoso. È la possibilità di scegliere ciò che ci rende autenticamente felici.

Il bello, nell’arte come nella vita, nasce dall’autenticità. Una persona autentica è bella. Un’opera sincera è bella. Un’emozione vera è bella. Ed è questo il lusso più prezioso che esista”.

Per lavoro sei spesso in viaggio. Durante questi viaggi c’è mai stato un luogo in cui ti sei sentita davvero a casa? Ed uno in cui invece ti sei sentita a disagio?

“Mi sono sentita a casa in tutti quei luoghi dove ho incontrato persone capaci di accogliermi con il cuore.

Potrei citare città straordinarie, come New York che amo infinitamente, ma la verità è che il senso di appartenenza non dipende da un luogo geografico. Dipende dalle emozioni che quel luogo ti regala.

A disagio, invece, mi sento ogni volta che percepisco mancanza di umanità, superficialità o assenza di rispetto verso gli altri. Più che i luoghi, sono certi atteggiamenti a farmi sentire lontana”.

Oltre ad essere una grande professionista sei anche una mamma. In questi anni di carriera hai mai riscontrato difficoltà nel conciliare la vita professionale con quella personale e familiare?

“Molte.

Essere madre è il ruolo più importante della mia vita. E come tutte le donne che lavorano, ho conosciuto il peso dei sacrifici, delle rinunce e dei sensi di colpa.

Ma mio figlio è sempre stato la mia forza più grande. Ogni traguardo raggiunto porta anche la sua impronta, perché è lui che mi ricorda ogni giorno il vero significato dell’amore.

Ho imparato che il successo professionale ha valore solo se non perdiamo ciò che conta davvero. E per me ciò che conta davvero è la famiglia”.

La più bella conquista che hai ottenuto negli ultimi anni?

“Aver avuto il coraggio di restare fedele a me stessa.

I premi, i riconoscimenti e i successi sono meravigliosi, ma la conquista più importante è non aver smesso di credere nei miei valori, anche quando sarebbe stato più semplice scendere a compromessi.

Essere arrivata fin qui senza tradire la persona che sono rappresenta il risultato di cui vado più orgogliosa”.

Guardando al futuro, come ti vedi tra dieci anni?

“A dire il vero non ci penso molto. Ho imparato che la vita può sorprenderci nel bene e nel male, per questo preferisco vivere un giorno alla volta, cercando di dare il meglio di me in ogni istante.

Se però dovessi esprimere un desiderio, mi auguro di essere ancora qui accanto a mio figlio, che è il dono più grande e il senso più profondo della mia esistenza. Mi auguro di vederlo felice, realizzato e di continuare a condividere con lui quel legame speciale che ci unisce ogni giorno.

Mi auguro anche di aver trovato un po’ di serenità e di pace interiore. Forse con meno malinconia e meno solitudine, e con accanto persone vere, capaci di camminare insieme a me condividendo valori, ideali e uno sguardo sincero sulla vita.

Non sogno necessariamente traguardi o riconoscimenti. Quelli, se arrivano, sono una conseguenza del lavoro e della passione. Tra dieci anni mi piacerebbe semplicemente guardarmi indietro e poter dire di aver vissuto con autenticità, senza tradire me stessa, continuando ad amare profondamente ciò che faccio e le persone che amo”.

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