Chihuahua Tacos, la nuova era del Mexican Dining a Milano

4 Maggio 2026

Nato nel 2019 con l’ambizione di introdurre in Italia il format autentico del tacos bar contemporaneo, Chihuahua Tacos presenta oggi il completo rinnovamento del proprio indirizzo storico, segnando l’inizio di una nuova fase evolutiva del progetto. Lo spazio si trasforma in un Mexican Bar di respiro internazionale, sofisticato e contemporaneo, capace di ridefinire l’immaginario della ristorazione messicana a Milano attraverso una proposta gastronomica di livello e con la più profonda selezione di distillati di agave della città. 

Quello che era nato come un indirizzo dedicato al taco autentico si evolve oggi in una destinazione più matura e ambiziosa: un luogo in cui cucina, design, ricerca e cultura del bere convivono in un’esperienza coerente e profondamente identitaria. La visione rimane quella originaria, ovvero portare in Italia un’autentica cultura del taco bar, ma si arricchisce di una nuova consapevolezza progettuale, aprendosi a un linguaggio più metropolitano, internazionale e contemporaneo. Un luogo che guarda alle grandi capitali internazionali dell’hospitality contemporanea, raccontandola attraverso autenticità, ricerca, design e visione.

Churros

La cucina messicana come linguaggio contemporaneo

Fondatore del progetto è Alessandro Longhin, imprenditore con un background nel mondo della moda e dietro allo sviluppo di format di riferimento nel lifestyle e nell’ hospitality contemporanea come The Botanical Club e Ultramarino. Alla direzione della proposta gastronomica c’è Samuele Lué, Executive Chef e responsabile ricerca e sviluppo, con un percorso internazionale che passa da New York e da alcune delle realtà più influenti della scena contemporanea. È anche fondatore di Fat Sam. Completa il trio Michele Bedin, imprenditore dalla visione trasversale, con esperienze di successo nella ristorazione tra New York e Miami.

L’identità gastronomica del progetto nasce da un’approfondita ricerca condotta tra Los Angeles, New York, Città del Messico e Parigi, oggi tra gli epicentri dell’evoluzione della cucina messicana contemporanea. Ne prende forma una proposta che affonda le radici nella tradizione autentica messicana, reinterpretata con precisione tecnica, rigore gastronomico e uno sguardo profondamente contemporaneo.

I tacos, il piatto signature

I tacos rimangono il centro della carta e vengono affiancati da una selezione di piatti da condivisione pensati per una fruizione dinamica e conviviale, in una proposta costruita per dialogare costantemente con la selezione sia durante l’aperitivo, forse il momento più “cozy” e preferito di chi frequenta Chihuahua Tacos, che durante la cena. 

I tacos rappresentano una reinterpretazione contemporanea della tradizione messicana, in cui la tortilla di mais diventa la base, creata artigianalmente come tutte le preparazioni della cucina di Chihuahua Tacos, per combinazioni equilibrate tra carne, pesce o verdure, salse e ingredienti freschi. Ogni taco è costruito su un gioco di contrasti tra consistenze e sapori, alternando elementi cremosi, piccanti, acidi e affumicati, con influenze che spaziano dalla cucina californiana a quella street food messicana più autentica. Ne risultano preparazioni come California, con rib eye marinato e avocado, il Pastor con maiale allo spiedo e salse verde e roja, fino a proposte più elaborate come il Surf & Turf, che unisce mare e terra in un’unica composizione bilanciata. 

La più profonda Agave Selection di Milano 

Uno degli elementi che definisce con maggiore forza il nuovo corso di Chihuahua Tacos è la sua bottigliera, oggi la più profonda selezione di distillati d’agave di Milano, con oltre trenta referenze dedicate ai Mexican Spirits.

La carta esplora in profondità l’universo dei distillati messicani attraverso una selezione curatoriale che esplora le diverse anime del patrimonio agave del Paese. Dalla precisione più lineare e territoriale del tequila, prodotta esclusivamente da agave azul in specifiche aree denominate, si passa alla maggiore rusticità e complessità del mezcal, espressione di centinaia di varietà di agave e di tecniche produttive ancestrali che restituiscono profili più affumicati, materici e profondi.

Accanto a queste convivono distillati meno conosciuti ma di enorme valore culturale come la raicilla, storica espressione del Jalisco dal carattere più selvatico, aromatico e spiccatamente funky; il bacanora, prodotto nello stato di Sonora da agavi autoctone e caratterizzato da un profilo più elegante e vellutato; e il sotol, ottenuto non da agave, ma dalla distillazione della pianta desertica dasylirion, capace di offrire un registro aromatico erbaceo, secco e minerale.

La selezione è costruita per raccontare non solo la varietà dei distillati, ma l’intero ecosistema produttivo che li genera: biodiversità botanica, terroir, altitudini, metodi di cottura e fermentazione, tipologie di alambicco, fino alle differenze tra produzioni industriali e micro-lotti artigianali. Accanto alle etichette più iconiche trovano così spazio bottiglie rare e produzioni limitatissime, selezionate per offrire una lettura autentica, stratificata e contemporanea del panorama degli spirits messicani.

Una proposta che non si limita al classico pairing, ma si apre anche alla degustazione guidata, con un approccio narrativo che accompagna l’ospite alla scoperta di un patrimonio ancora poco conosciuto in Italia.

Labottigliera si sviluppa come naturale estensione della cucina, con una forte attenzione all’equilibrio gastronomico e alla valorizzazione dei distillati d’agave. Al centro della proposta una verticale dedicata al Margarita, interpretato dal classico alle versioni più contemporanee e tropicali, affiancata da signature su Paloma e Batanga, highball costruiti sui distillati della bottigliera e una selezione complementare di vini naturali, birre artigianali e soft drink fermentati.

L’Architettura, ispirata alle atmosfere suadenti di un Messico metropolitano

Il rinnovamento coinvolge integralmente anche lo spazio, ripensato come manifestazione fisica della nuova identità del brand. L’interior design prende ispirazione dal Messico metropolitano e cinematografico, evocando le atmosfere sospese della notte urbana di Città del Messico attraverso un linguaggio visivo sofisticato e materico, con colpi di colore quasi psichedelici che spiccano nel buio della notte, un cameo della serie Too Old To Die Young di Nicolas Winding Refn, il regista iconico che ha dato vita a Drive.

Le superfici in acciaio satinato dialogano con pavimenti in resina dalle tonalità calde, tavoli in legno massello e pareti porose ispirate alle architetture dell’architetto messicano Luis Barragán, reinterpretate in una palette intensa e contemporanea.

La luce, elemento centrale del progetto, costruisce un’atmosfera notturna immersiva fatta di neon ambrati, contrasti cromatici e riflessi materici che trasformano il locale in una destinazione serale dal carattere fortemente urbano.Di giorno è tutto un altro percepire: le superfici cambiano infatti aspetto e profondità a seconda dell’incidenza della luce naturale e artificiale, creando un effetto dinamico che altera continuamente la lettura degli spazi.

Un’atmosfera avvolgente e sofisticata, capace di evocare il fascino di notti tropicali sospese nel tempo. Un’esperienza sensoriale intensa e coinvolgente, fatta di calore, luce soffusa e suggestioni che invitano ad abbandonarsi con naturalezza al piacere del momento. Ogni dettaglio contribuisce a creare una dimensione esclusiva, in cui eleganza, sensualità e libertà si fondono in un ricordo destinato a rimanere.

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