Andrea Paoletto: «La bellezza è riconoscersi, non assomigliare agli altri»

3 Novembre 2026

Dalla passione nata facendo i capelli alla mamma all’esperienza con MY.ORGANICS, l’hairstylist racconta la sua idea di bellezza: ascolto, identità e un lusso che comincia dal tempo dedicato a sé.

Per Andrea Paoletto, il lavoro di un hairstylist comincia dall’ascolto. Prima di scegliere un taglio o immaginare un colore, occorre capire la persona: come si vede, che cosa desidera, quale cambiamento sta cercando. Un approccio che affonda le radici in un ricordo familiare, quando faceva i capelli alla madre e scopriva il piacere di prendersi cura di qualcuno attraverso la propria creatività.

Oggi questa sensibilità si ritrova nella sua esperienza con MY.ORGANICS, nello spazio milanese di via Leopoldo Marangoni.  Il rapporto con il marchio nasce dalla condivisione di una filosofia che unisce bellezza, benessere e attenzione alla natura, ma custodisce anche un legame personale: Alessandro e Alberto Lievore, fondatori del brand, erano proprio i parrucchieri di sua madre.

Nel suo racconto, la cura dei capelli diventa così un incontro tra competenza e fiducia. E il lusso assume una dimensione concreta: il tempo dedicato a sé, l’attenzione ricevuta, la sensazione di uscire dal salone riconoscendosi un po’ di più.

Quando ha capito che la passione per i capelli sarebbe diventata il suo mestiere?

«Credo che tutto sia nato quando facevo i capelli a mia mamma. Già allora mi piaceva prendermene cura e vedere il risultato finale: mi dava soddisfazione osservare come, attraverso quei gesti, potessi farla sentire bene. Con il tempo quella passione è diventata qualcosa di più grande, un modo per esprimere la mia creatività e aiutare le persone a sentirsi belle e sicure di sé. È ciò che ancora oggi mi piace di più del mio lavoro».

Il parrucchiere raccoglie desideri, confidenze e richieste di cambiamento. Che cosa le ha insegnato questo rapporto con le persone?

«Mi ha insegnato ad ascoltare, a cercare di capire e a non giudicare. Ogni persona ha una storia da raccontare e spesso dietro un cambiamento di look c’è anche un cambiamento interiore. Per questo credo sia importante andare oltre la richiesta iniziale, dedicare attenzione a chi abbiamo davanti e comprendere che cosa desidera davvero. La fiducia si costruisce anche così, facendo sentire una persona libera di esprimersi».

Quanto contano le tendenze e quanto, invece, l’identità di chi si affida a lei?

«Credo che spesso si tenda a seguire le mode, mentre il vero obiettivo dovrebbe essere valorizzare la propria identità. Le tendenze possono offrire degli spunti, ma devono trovare un senso sulla persona. Per me la bellezza significa sentirsi bene con sé stessi e riconoscersi nella propria immagine. Un risultato riuscito è quello in cui una persona si ritrova, senza avere la sensazione di dover assomigliare a qualcun altro».

Come è nato il suo legame con MY.ORGANICS?

«Mi ha convinto la filosofia di unire bellezza, benessere e rispetto per la natura. È una visione che sento vicina al mio modo di intendere questo lavoro. In più, c’è una storia personale: Alessandro e Alberto erano i parrucchieri di mia mamma, prima ancora di fondare MY.ORGANICS. Questo legame mi ha coinvolto ancora di più, facendomi sentire parte di un progetto nel quale credo davvero. Alla condivisione professionale si è aggiunto qualcosa di familiare, che ha reso questa esperienza ancora più significativa».

Che cosa desidera far vivere a chi entra in salone?

«Vorrei che l’esperienza cominciasse ancora prima del trattamento: dal profumo che accoglie il cliente, dall’atmosfera, dalla professionalità e dall’attenzione di ogni persona del team. Mi piacerebbe che ogni visita fosse vissuta come un rituale esclusivo, un momento nel quale potersi affidare e dedicare del tempo a sé. Il lusso si percepisce nei dettagli: nell’accoglienza, nella cura, nel modo in cui una persona viene seguita. Il benessere deve essere qualcosa da vivere durante tutta l’esperienza, oltre che un risultato da vedere allo specchio».

Qual è la sua definizione di lusso?

«Per me il vero lusso è il tempo che dedichiamo a noi stessi, insieme alla possibilità di vivere un’esperienza curata in ogni dettaglio. È sentirsi accolti, ricevere attenzioni personali e concedersi un momento capace di coinvolgere i sensi. Nel mio lavoro significa fare in modo che una persona esca dal salone più bella, ma anche rigenerata, con una nuova consapevolezza di sé. È questa sensazione complessiva a dare valore all’esperienza».

Qual è l’errore più frequente che commettiamo nella cura quotidiana dei capelli?

«Trattare tutti i capelli allo stesso modo. Ogni capello ha esigenze diverse e scegliere i prodotti adatti è fondamentale, dallo shampoo fino al finish finale. La cura continua anche a casa: sono i piccoli gesti quotidiani, insieme ai prodotti giusti, a fare la differenza nel tempo. Il primo passo è capire di che cosa hanno bisogno i propri capelli e dedicare loro un’attenzione costante».

Andrea Paoletto con Alessandro Lievore

Ultimi articoli

Francesca Caon

La trasversalità del mio background costituisce un valore aggiunto che ho saputo mettere al servizio dei miei clienti, sia come ufficio stampa che come PR.

Ultimo numero

Don't Miss

Meriem Delacroix e l’arte sinestetica: il sapore di un paesaggio e il tatto di un colore

Meriem Delacroix e l’arte sinestetica: il sapore di un paesaggio e il tatto di un colore

Meriem Delacroix, giovane artista nata nel 1988 da genitori parigini,

Non è Natale senza i dolci delle feste!

Non sapete cosa regalare a Natale ad amici e parenti

Le Colture. La storia di una famiglia che fa della terra un tributo all’arte vinicola

Dalle colline di Valdobbiadene, una famiglia che unisce tradizione e